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domenica, 05 ottobre 2008

Pubblicato dalla Gazzetta di Mantova il racconto "Midnight Jazz".
Se desiderate leggerlo ed anche votarlo, clikkate qui.
Sul menù che comparirà alla vs sinistra, cercate il titolo del racconto. Dopodiché, se vorrete dare la vs preferenza, clikkate sul pulsate apposito (sempre a sinistra).
Grazie a tutti!

Abbraccio,

L.

sabato, 04 ottobre 2008

Nato a Verona nel 1966, Maurizio Matrone è considerato tra le voci più interessanti e originali della nuova narrativa italiana. Ha pubblicato il romanzo Fiato di sbirro (Hobby&Work, 1998) e vari racconti apparsi in antologie e riviste specializzate, opere per il teatro, per i ragazzi (Il mistero della Signora Larte, 2000; Bolide fantasma, 2002) e saggi sul lavoro del poliziotto in materia minorile (Poliziotti e minorenni, 1995). Studioso e promotore di processi formativi nell’ambito delle Forze dell’Ordine, collabora con alcune riviste di Polizia, è tra gli animatori per il SIULP (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori di Polizia) del Police Film Festival ed è stato consulente per varie serie televisive di fiction poliziesca, tra le quali Distretto di Polizia e La squadra.
Nel 2003 il suo romanzo Erba alta (Frassinelli), ambientato a Bologna negli anni dei delitti della “Uno bianca”, ha riscosso un lusinghiero successo di critica e pubblico.
Tra le altre pubblicazioni, ricordiamo anche Il mio nome è Tarzan Soraia (Frassinelli 2004), Delitti per le feste (Frassinelli 2005), Paesaggio Spia (Corraini 2006), Indagini tra decus e decor (Corraini 2007) e l’ultimissima antologia di racconti fresca di stampa Il commissario incantato, edito dalla brillante Marcos y Marcos.
Avvicinato durante il Festivaletteratura di Mantova, grazie alla disponibilità e alla gentilezza dell’ufficio stampa, facciamo la sua conoscenza, scoprendo un autore acuto, sempre pronto alla battuta e ben contento di affrontare la nostra ormai classica intervista “parola x parola”.
Andiamo quindi a conoscerlo da più vicino.

Allora, Maurizio, se ti dicessi…

1) CARTA D’IDENTITA’
Immagino tu voglia avere il mio identikit, la mia foto segnaletica… e non uso a caso questi termini, in quanto faccio da più di vent’anni il poliziotto in forza alla Questura di Piacenza. Sono nato comunque a Verona nel ’66, mi sono diplomato presso l’Accademia di Belle Arti e laureato in Pedagogia. Fin da ragazzo... (continua)

martedì, 30 settembre 2008

Vi segnalo con molto piacere il nuovo romanzo dell'amica Eva Clesis (Las Vegas edizioni) in uscita il 29 settembre. In libreria dai primi di ottobre.

Una storia a metà tra la favola e l'on the road. Alice ha sedici anni, è orfana, mezza inglese, vive in un paesino del sud e ha un piano. Quello di fuggire dalla dispotica nonna paterna, che utilizza il terrore come politica educativa, da un'amica snob e traditrice, da un amore senza speranza e dalla scuola che non le perdona i suoi problemi con la lingua italiana. Con pochi soldi in tasca, decide di fare l'autostop e scappare verso le sue origini. E qui inizia l'avventura a bordo di una macchina guidata da un tizio misterioso che non la vuole accontentare, fino al rovesciamento della storia e persino dell'identità dei personaggi, con un colpo di scena che spiazza ed emoziona.


Per contatti con l'ufficio stampa Las Vegas e per maggiori info:
www. lasvegasedizioni. com

Per contattare Eva Clesis e ricevere foto+info: evaclesis@gmail.com, www. myspace. com/evaclesis o su facebook

venerdì, 19 settembre 2008

Il Festival si apre nello stesso modo in cui prende commiato dai suoi 80.000 visitatori e dai 36.000 biglietti venduti, ovvero con il botto: Paolo Giordano mercoledì 3 settembre e Roberto Saviano domenica 7.

I km macinati dai piedi e dalle caviglie sempre più stanche sono stati anche quest’anno davvero tanti, come tante sono state le ore di paziente attesa, trascorsi in coda per assistere agli eventi.

Un classico, ormai, a cui però non si riesce mai a fare l’abitudine.

Che dire degli autori… le sensazioni sono state tante.

Alcuni di loro li ho avvicinati personalmente.

Alcuni li ho intervistati.

Con altri ho pranzato.

Ma ecco, in breve sintesi, le mie impressioni. Ve le “sparo” come tante, piccole, pillole da calare senz’acqua e senza zucchero. Così, come sono. Come le ho percepite.

 

Ebbene, signori, vi posso confidare che il Paolo Giordano presentatosi a Mantova è un Paolo Giordano stanco. Lo si vede lontano un miglio. Anzi, più che stanco, potremmo definirlo davvero esausto. Esausto del successo, dei flash, delle interviste, delle persone che vogliono sapere che ne pensa di ogni cosa. Sottotono, dimostra di non essere fatto per il mondo delle paillettes e dei grandi strali, propri del trionfo mediatico-letterario. Vorrebbe un po’ di silenzio intorno a sé. Non lo dice apertamente, ma lo chiede con gli occhi. La gente non se ne accorge, ma la sua domanda è insistente.

 

La Banda Osiris è fantastica ed esilarante come al solito. Neri Marcorè è, invece, un mito. A prescindere.

 

Alessandro Baricco è “arrivato”. O, perlomeno, dà l’idea di sentirsi tale. È un uomo che ha deciso di smetterla con la narrativa in senso stretto, per un approccio pseudo-intellettuale alla vita. Si domanda e si risponde. Tutto da solo. E se è contento lui…

 

Maurizio Matrone è stata una piacevole scoperta. Incarna a pieno le 3 “S”: Socievole, simpatico e… sbirro. Poliziotto da più di venti anni, amico di Lucarelli e Fois, si racconta in un’intervista che gentilmente mi rilascia sotto il tendone di Piazza Sordello. Da scoprire.

 

Daniel Pennac ha la divertente pedanteria del nonno buono.

 

Alda Merini tiene la scena con la sicurezza e la sfrontatezza di una diva. È incazzata con il mondo e, soprattutto, con i dottori. Dice che non la fanno scopare. Che le consigliano di soprassedere, in particolar modo dopo il recente intervento chirugico, non tanto per l’età (ha quasi 80 anni).

 

Pedro Lemebel è istrionico e incontenibile. Dedito all’alcool e ai bei ragazzi, colora il suo Cile con tratti veri, crudi, dove l’omosessualità non è ancora ben accetta. Il suo è il ritratto di una vita “contro”.

 

Joumana Haddad non è solo una poetessa libanese, ma è molto di più. Prendete il corpo di una Bond-girl, fatele parlare correntemente 7 (dico 7) lingue, dotatela di grande sensibilità e sensualità e otterrete Joumana. Mi ha confidato di voler imparare anche il russo. Incredibile.

 

Daniele Piccini ormai è un amico, uno di casa. Che faccia il poeta, il saggista per la Rizzoli o il critico per la rivista Poesia non ha più questa grande importanza. A pranzo, mi chiede se posso prestargli il cellulare per spedire un messaggio a Joumana, in quanto il suo ha la batteria scarica. Cambiata la SIM per ovvie ragioni, si accorge di aver memorizzato il numero della poetessa direttamente sul telefonino, rendendo tutto vano. La mia invidia sbollisce…

 

Bernardo Atxaga ha la poesia nel sangue, anche se a vederlo così, su due piedi, sembra più un contadino della Bassa Padana.

 

Elia Malagò ti scalda il cuore qundo si emoziona nel leggere Pavese, portato alla tesi di laurea nella notte dei tempi.

 

Tali Latowicki (direttamente da Tel Aviv) è carina, brava e dolcissima. Come poetessa le do un bel sette pieno (anche perché è del mio stesso anno di nascita). A tavola divaghiamo su come viene preparato il tiramisù. Da seguire.

 

Valeria Parrella è cresciuta, non solo anagraficamente. Il suo ultimo romanzo, Lo Spazio Bianco, è ben lontano dall’esordio, a mio avviso sopravvalutato, di Mosca+Balena. Dialoga con una Lella Costa (sempre in forma smagliante) con autorità e leggerezza. La maternità le ha fatto sicuramente bene. Editore e lettori ringraziano.

 

Carlo Lucarelli è ormai un maestro del genere. Le sue parole trasudano amore per la ricerca, per i fatti e per la sana voglia di dar vita a storie che incollino alla pagina del libro. Anche sotto il tendone di Piazza Sordello dà spettacolo, dandoci qualche dritta su come far nascere una storia noir.

 

Giovanni Allevi vive in un mondo a parte, un mondo parallelo alla nostra realtà. Ci racconta che deve lavarsi i capelli due giorni prima di ogni concerto per evitare che qualche ricciolo gli cada sulla tastiera del piano e lo faccia distrarre nel bel mezzo dell’esibizione. Federico Taddia (Disney Channel, Viva Radio2 e Ballarò) tirà fuori dalla testa di Allevi molte altre curiosità che fanno sorridere. Platea ammaliata e divertita.

 

Gianrico Carofiglio duetta con Piero Dorfles a meraviglia. Ormai ex magistrato, si dedica alla politica e alla penna. Destreggiandosi tra le domande più disparate dei lettori, ci offre uno spaccato di arguta ironia e un racconto inedito tanto spassoso quanto ben scritto.

 

Roberto Saviano, purtroppo, non l’ho visto. I biglietti sono andati esauriti nel giro di pochi minuti. Teatro Sociale blindato per l’evento. Spettatori schedati e passati al metal detector… Mi fa specie soltanto che, fra il pubblico, ci fossero gli avvocati dei Boss e non il sottoscritto.

 

Capitolo a parte lo merita ancora una volta il pubblico del Festivaletteratura, a volte chiassoso, a volte scorbutico, ma sempre entusiasta ed entusiasmante.

Nota in calce, lasciatemela fare, per due belle ragazze viste durante quei giorni: una dai lineamenti ispanici incrociata all’evento di Alda Merini e una, bresciana, con cui ho scambiato fugaci opinioni letterarie, mentre aspettavo l’inizio di Lucarelli sotto il tendone di Piazza Sordello. Se vi riconoscete in queste poche righe, vi mando un simpatico abbraccio dalla mia Mantova!

 

L.

domenica, 03 agosto 2008

È uscito da qualche giorno il programma per la XXII edizione del Festivaletteratura di MN.

A giudicare dai nomi che parteciperanno, credo che farò bene a mettere le tende in centro storico... :-)

Questi gli autori che andrò a vedere:

MERCOLEDI' 3

- Paolo Giordano e Vincenzo Latronico: "Le distanze degli adolescenti"
- Neri Marcoré, Giorgio Scaramuzzino e Daniel Pennac: "Mal di scuola"

GIOVEDI'

- Alessandro Baricco    
- Maurizio Matrone
- Daniel Pennac
- Scott Turow

VENERDI'

- Alda Merini
- Pedro Lemebel
- Piccini, Pecora, Malagò, Atxaga, Haddad: "I ricordi cominciano nella sera"

SABATO

- Valeria Parrella
- Carlo Lucarelli
- Flavio Soriga con Lella Costa: "Diario di fine sera"

DOMENICA

- Giovanni Allevi
- Gianrico Carofiglio con Piero Dorfles: "Processi, libri e altre avventure. Le molte vite di uno scrittore".

Voi che dite? Può bastare? :-)

martedì, 15 luglio 2008

Barbara Garlaschelli è nata a Milano nel 1965. Laureata in Lettere Moderne all’Università Statale di Milano, da sempre lavora con la scrittura: è stata sceneggiatrice di fumetti, ha scritto monologhi teatrali, articoli e saggi.
Il suo esordio in narrativa è del 1993 con l’antologia di racconti "Storie di bambini, donne e assassini", in edizione telematica.
Il suo ingresso in editoria "su carta" un paio di anni più tardi con: O ridere o morire (Marcos y Marcos, 1995; Todaro editore, 2005, nuova edizione), cui sono seguiti: Ladri e barattoli (Marcos y Marcos, 1996), Nemiche (Frassinelli, 1998), Il pelago nell’uovo (Mobydick, 2000), Sirena. Mezzo pesante in movimento (Mobydick, 2001; ed. Salani, 2004, nuova edizione), Alice nell'ombra (Frassinelli, 2002), Sorelle (Frassinelli, 2004, premio Scerbanenco 2004); L'una nell'altra (Dario Flaccovio, 2006); FramMenti (Mobydick, 2006).
Barbara collabora inoltre con vari mensili e settimanali. Suoi racconti sono presenti in molte antologie.
E’ tradotta in Francia da Gallimard Jeunesse e Rivages Noir, in Spagna da Roca Editorial, in Portogallo, Olanda, Serbia, Messico.
La grande sensibilità e il carisma, fanno sicuramente di Barbara Garlaschelli una delle più interessanti autrici italiane del panorama letterario femminile degli ultimi tempi.
Per voi lettori, dunque, l’opportunità di conoscerla meglio attraverso questa breve chiacchierata.

Allora, Barbara, se ti dicessi…

1) SIRENA
E’ in assoluto il libro che più mi assomiglia e mi appartiene. Non solo perché racconta una parte della mia vita (quella che mi ha vista attraversare la “soglia” tra la “normalità” e una “normalità diversa”), ma perché risponde a una ricerca di espressione, di scrittura, di voce che sento molto mia.

Continua...

domenica, 22 giugno 2008

... fianco a fianco, sì, proprio lui.

Quello che la stampa definisce il più grande poeta americano contemporaneo...

Quello che è stato docente universitario alla UCLA negli anni del Vietnam...

Quello che aveva fra i suoi studenti Jim Morrison...

Quello che ha ricevuto da Hemingway la famosa "lettera a un giovane scrittore"...

Quello che era amico di Allen Ginsberg...

Quello che mi confida a tavola che la vera filosofia della Beat Generation era il fumo...

Quello che mi racconta che Stalin era un ottimo poeta...

Quello che si tiene sempre una boccetta di vodka in tasca...

Quello che ama le penne all'arrabbiata con tanto di quel peperoncino che neanche un calabrese...

Quello che ti dà le gomitate quando scambia una battuta con te, come vecchi amici al bar...

Quello che ride sguaitamente, con i suoi tre denti e i suoi baffoni lunghi e bianchi...

Quello lì. Proprio quel Jack Hirschman...

Quello che ama la poesia perché è tutta la sua vita...

... e perché non può farne a meno.

 

Io & Jack Hirschman, 21/06/2008 Montichiari (BS)

sabato, 21 giugno 2008

COLDPLAY

(Violet Hill)

 

by LukeFante | commenti
Link | categoria:notizie, pensiero, musica nel sangue